Nestlé e Barry Callebaut, insieme alla start-up brasiliana re.green, hanno deciso di piantare 11 milioni di alberi autoctoni entro il 2030. Dove? In 8.000 ettari di terreni degradati nelle regioni di cacao e caffè. Il progetto punta a generare circa 880.000 crediti di carbonio certificati. Ma non è solo questione di numeri.

Parliamo di in-setting: un approccio che agisce dentro la filiera, con l’obiettivo dichiarato di arrivare a Net-Zero entro il 2050. E qui non si scherza: droni e satelliti monitoreranno tutto, dalla crescita degli alberi alla biodiversità, fino alla CO₂ assorbita.

La scelta di specie native aiuterà a ricostruire gli ecosistemi e a proteggere il suolo. Non manca il coinvolgimento diretto degli agricoltori locali, che adotteranno pratiche agroforestali più sostenibili, migliorando sia il reddito che la resistenza ai cambiamenti climatici.

Secondo Reuters, è uno dei progetti agro-climatici più ambiziosi mai lanciati nel settore food. Nestlé conferma che l’agricoltura pesa (molto) sulle sue emissioni Scope 3. E Barry Callebaut inserisce l’iniziativa nella strategia “Forever Chocolate”, che punta a cacao senza deforestazione.

Le prime piantumazioni pilota partiranno entro fine 2025. E ogni anno ci sarà un audit ambientale indipendente.

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