Il 26 agosto il Landgericht Frankfurt am Main ha vietato ad Apple di pubblicizzare in Germania l’Apple Watch come “prodotto CO₂-neutrale”, accogliendo il ricorso dell’associazione Deutsche Umwelthilfe. La decisione nasce dall’idea che un messaggio di “neutralità” faccia pensare a una compensazione garantita e duratura, cosa che i giudici non hanno riscontrato nel caso concreto.

Nel fascicolo è centrale il progetto di riforestazione in Paraguay usato come compensazione: gran parte delle piantagioni di eucalipto si trova su terreni in affitto e, per circa tre quarti dell’area, i contratti risultano assicurati solo fino al 2029. Per il tribunale questo orizzonte non dimostra che lo stoccaggio della CO₂ possa essere mantenuto con certezza nel lungo periodo.

Apple ha difeso la propria strategia ambientale e può impugnare la sentenza davanti alla corte d’appello di Francoforte. Intanto, in vista delle nuove regole europee che dal 2026 limiteranno i claim climatici generici, dai resoconti emerge che l’azienda è pronta a ritirare l’etichetta “carbon neutral” dai suoi materiali in Europa.

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