Il settore alimentare italiano ha fame… di sostenibilità! Secondo i dati di B Lab, nel triennio 2022-2025 le B Corp del food sono cresciute del 166%. Oggi sono 30, ma contano parecchio: generano il 20% del fatturato di tutte le B Corp italiane e occupano oltre 18.000 persone, il 41% della forza lavoro del movimento.

Non parliamo solo di giganti come Sammontana, Danone Nutricia, Camst, Roncadin, Eurocompany e Planet Farms, ma anche di tante PMI innovative che fanno della responsabilità ambientale e sociale il loro ingrediente principale.

La mappa geografica? Il Nord domina con il 63,3% delle sedi: Lombardia ed Emilia-Romagna in testa (20% a testa), seguite da Veneto e Lazio (10%) e poi il Sud con un buon 16,7%.

La taglia più comune? Quella media: il 46% ha tra i 50 e i 250 dipendenti. E il focus? Green a volontà: il 73% ha ottenuto modelli di business a impatto ambientale, lavorando su rinnovabili, packaging riciclabile e lotta agli sprechi. Ma c’è anche chi punta sul territorio (30%) e sul benessere dei lavoratori (12%).

Nel frattempo, in Parlamento si discute il riconoscimento giuridico delle B Corp. Se passa, la rivoluzione potrebbe accelerare. E noi tiferemo dal primo banco.

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