Energia pulita da reattori a fusione?
Google 
ci crede e il 30 giugno 2025 ha firmato un accordo storico con Commonwealth Fusion Systems (CFS), startup americana tra le più avanzate del settore.
L’accordo è una Power Purchase Agreement (PPA), cioè un contratto di acquisto a lungo termine di energia, in questo caso da fusione nucleare.
L’impianto fornirà 200 megawatt per alimentare i futuri data center a zero emissioni di Mountain View.
CFS sviluppa reattori ARC (Affordable, Robust, Compact) che usano magneti superconduttori per confinare plasma a oltre 150 milioni di gradi.

L’obiettivo è connettere il primo impianto alla rete elettrica statunitense entro il 2028.
Google ha anche aumentato la propria partecipazione azionaria in CFS, con investimenti stimati oltre 1 miliardo di dollari.
L’accordo prevede un laboratorio congiunto in cui l’intelligenza artificiale sarà usata per ottimizzare il controllo del plasma.

Questa tecnologia potrebbe offrire elettricità stabile, pulita e più economica rispetto alle fonti fossili.
Il prezzo previsto è inferiore a 50 dollari per megawattora: competitivo anche con solare ed eolico.

Gli ambientalisti chiedono chiarezza su sicurezza e rifiuti, ma per gli investitori è già un segnale di svolta.

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