Stop & go in Europa sulla trasparenza ambientale.
Il 23 giugno la Commissione ha messo in pausa la Direttiva «Green Claims», minacciandone il ritiro se verranno coinvolte 30 milioni di micro-imprese.
Lo stallo riflette pressioni politiche del PPE e timori di costi proibitivi.
Ma Bruxelles non abbassa l’asticella sul Greenwashing.
Il 1° agosto ha aperto la consultazione su un «Circular Economy Act» più ampio, atto-quadro che potrebbe re-integrare in futuro gli obblighi di verifica dei claim.
Per le aziende il quadro resta fluido: niente audit UE immediato, ma le autorità nazionali continuano a sanzionare i claim ingannevoli (vedi Shein, Armani).
Chi investe ora in dati certi e tracciabilità avrà un vantaggio competitivo, perché la direzione di marcia punta verso maggiore circolarità e prove indipendenti.
In attesa di compromessi politici, vale la regola d’oro: comunicare solo ciò che si può dimostrare.