Negli ultimi dodici mesi le opportunità di lavoro nelle energie rinnovabili sono aumentate del 15% secondo l’osservatorio interno di agap2, multinazionale della consulenza ingegneristica e IT. È un segnale chiaro: la transizione non è più un capitolo da convegno, ma una pipeline di cantieri reali che attraversano territori, imprese pubbliche e private.
Le figure richieste compongono un mosaico preciso: ingegneri energetici chiamati a progettare e ottimizzare impianti, esperti di permitting ambientale capaci di districarsi tra norme e iter autorizzativi, specialisti di smart grid e sistemi di accumulo per gestire una generazione sempre più variabile, project manager in grado di tenere insieme tempi, budget e sostenibilità.
Il nodo critico, spiega agap2, non è solo “quante” posizioni aprire, ma trovare persone subito operative, con competenze tecniche aggiornate e una solida alfabetizzazione digitale e normativa. Sullo sfondo, i numeri del sistema elettrico confermano la direzione di marcia: dopo un maggio da record per la quota rinnovabile, anche luglio ha visto un contributo elevato di eolico e fotovoltaico, con una presenza delle rinnovabili vicina alla metà della domanda mensile.
È qui che si apre lo spazio per politiche di formazione mirata, riqualificazione professionale e partnership tra imprese e atenei: dove la filiera incastra bene i tasselli — progettazione, permessi, costruzione, esercizio — i posti arrivano prima e restano nel tempo.