Il 25 agosto è iniziata ufficialmente l’iniezione di anidride carbonica nel Mare del Nord da parte di Northern Lights, il consorzio formato da Equinor, Shell e TotalEnergies.

L’operazione consiste nel catturare CO₂ emessa da industrie e impianti energetici, comprimerla e trasportarla via nave fino a un terminal dedicato sulla costa norvegese. Da lì viene convogliata in un gasdotto e spinta a oltre 2.600 metri di profondità sotto il fondale marino, all’interno di antichi giacimenti di gas esauriti.

In questo modo la CO₂ non viene rilasciata in atmosfera, ma intrappolata stabilmente in strati rocciosi che la mantengono sigillata. Il sistema è progettato per stoccare milioni di tonnellate di emissioni all’anno, con la possibilità di ricevere gas serra da diversi Paesi europei.

Northern Lights rappresenta il primo corridoio transnazionale per la cattura e lo stoccaggio del carbonio (CCS, Carbon Capture and Storage), una tecnologia considerata strategica dall’Unione Europea per ridurre le emissioni residue di settori difficili da decarbonizzare, come cemento, acciaio e chimica pesante.

L’avvio segna un passaggio storico: per la prima volta in Europa esiste un’infrastruttura industriale operativa in grado di raccogliere emissioni da più fonti e conservarle sottoterra in modo permanente.

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