Secondo un’inchiesta pubblicata da Vogue Business, gran parte dei principali gruppi del settore moda e beauty, tra cui LVMH, Kering, Prada e L’Oréal, continua a trattare la sostenibilità come un tema separato rispetto alla performance economica. Pur citando regolarmente l’ESG (Environmental, Social and Governance) nei comunicati e nelle conferenze con gli investitori, nessuna delle aziende analizzate collega in modo concreto l’impatto ambientale o sociale ai dati finanziari.

L’inchiesta si apre con un dato evidente: la sostenibilità è spesso presente nella narrazione, ma raramente nei numeri. Nelle call pubbliche si usano formule vaghe e rassicuranti, evitando dettagli o metriche che possano influenzare le aspettative del mercato. Il risultato è un racconto disallineato rispetto alla complessità della transizione sostenibile.
Si evidenzia anche un ritardo rispetto alle normative europee. Con l’entrata in vigore della CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive), le aziende saranno obbligate a integrare gli indicatori ESG nei bilanci ufficiali. Per ora, però, la rendicontazione resta frammentata. Spesso è più una strategia di comunicazione che uno strumento di misurazione.

Alcune eccezioni vengono citate, come gli investimenti di Prada su materie prime a basso impatto o la riduzione del 23 % delle emissioni da parte di Kering. Tuttavia, si tratta ancora di iniziative marginali rispetto ai volumi e ai risultati economici.

 Why is sustainability overlooked in fashion company earnings?

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